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Alla faccia vostra

Ieri la Lega Nord ha presentato un Disegno di Legge la cui approvazione (improbabile) metterebbe la parola “fine” a qualsivoglia ambiguità politica o giudiziaria sulla questione “Burqa, niqab e simili”.

In realtà la Legge italiana è già piuttosto chiara in merito e dispone il divieto, in assenza di una ragionevole motivazione, di coprirsi il volto in pubblico, ostacolando l’identificazione. La Legge è la n. 152 del 1975, nota anche col nome di Legge Reale, dal nome del redattore, l’allora Ministro, Oronzo Reale.
Proprio la questione sulla ragionevole motivazione, inserita per consentire ai cittadini di poter indossare il casco quando si è in moto, la maschera a Carnevale o quella da saldatore, ha permesso alle toghe italiche di pronunciarsi sempre a favore delle diversamente vestite, ritenendo i precetti religiosi islamici una ragionevole motivazione. Leggiamo il testo del disegno di legge leghista che altro non è un emendamento della succitata Legge ma che, nonostante questo, ha suscitato numerose polemiche.

Legge n°152 del 1975 e successive modificazioni.

È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.

Il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro. 

Per la contravvenzione di cui al presente articolo è facoltativo l’arresto in flagranza.

Se la proposta di legge dovesse passare, la parte in rosso, tanto cara alla magistratura italiana, sarebbe rimossa.

Si. Tutto qui. Che razzisti quelli della Lega! Vero?

Vediamo le reazioni molto eterogenee e originali della politica italiana:

Fabio Granata (PDL): “L’uso del burqa si supera con politiche, e leggi, di integrazione e cittadinanza, non con il carcere o strappandolo”. Lo dice Fabio Granata, capogruppo Pdl in commissione Cultura. Di tutto c’e’ bisogno tranne che di proposte legislative o gesti che aumentino la conflittualita’ con il variegato mondo islamico, verso il quale solo coltivando rispetto e dialogo favoriremo l’integrazione e isoleremo le spinte fondamentaliste”.

Marta Vincenzi, Sindaco di Genova (PD) è d’accordo. O, meglio, no. Nel senso che è d’accordo a vietare il Burqa ma non per le ragioni della Lega: “Sono d’accordo col divieto di usare il burqa ma non per le motivazioni della Lega dalle quali prendo le distanze. Prima di tutto vengono i diritti delle persone e quindi delle donne a mostrare il loro volto. Un diritto che non può essere negato sulla base di un’ipotetica religione di provenienza. Non mi sfuggono le motivazioni della Lega connesse al tema della sicurezza e non le condivido. Ritengo che prima di tutto debbano essere rispettati i diritti individuali delle persone, che devono essere meglio ribaditi, e quindi dico no al relativismo culturale, al burqa, all’infibulazione e a qualsiasi tipo di mutilazione. Sono in accordo con Emma Bonino sull’argomento e invito i miei compagni di partito a non essere ”timorosi” e auspica che ci siano proposte anche da parte della sinistra. Ho messo ben in chiaro questi concetti nella convenzione firmata con la comunità islamica genovese, che dovrebbe portare alla costruzione della moschea nel capoluogo ligure.”

Donatella Ferranti (PD): “È una norma incostituzionale che lede la libertà religiosa e sono del tutto strumentali i richiami all’ordine pubblico. La verità è che si vuole colpire gli immigrati islamici nel loro intimo. Ma come può una legge parlare di affiliazione religiosa? Le suore sarebbero affiliate? Ma stiamo scherzando? Come si puo’ pensare di modificare una cultura con una norma? L’unico effetto dell’entrata in vigore di questa legge sarebbe quello di segregare in casa le donne islamiche.” Mi sfugge dov’è che la legge parla di religione ma sarà una mia svista. Poi, giustamente, fa osservare che,  sempre per colpa della Lega, queste povere donne, prive del burqa non potranno più uscire di casa.

Alessandra Mussolini (PDL): Manderebbe in galera chi costringe la moglie a indossare il burqa ma è contraria a vietarlo. Vorrei essere sicuro quanto lei sul fatto le donne islamiche, oggetto di soprusi del genere, denunceranno i consorti alle autorità preposte.

Emma Bonino (Radicale in forza PD): “È da tempo immemorabile che sostengo che indossare il burqa o il niqab integrale in pubblico viola non solo le leggi dello Stato in materia di sicurezza, ma soprattutto un concetto base della democrazia e dello Stato di diritto, quello della piena assunzione della responsabilità individuale. Per questo a nessuno è concesso di celare la propria identita’, anche se in nome di usanze tribali. Di questo si tratta e non di Islam, come da anni ci spiega l’Imam Tantawi ed altre alte cariche della sunna islamica, compreso in questi stessi giorni. Cosa c’entri poi il fatto di garantire la libertà religiosa, come affermato da qualche collega del Pd (Marta Vincenzi, vedi sopra) è un mistero”.

Ad aggiungere pittoricità alla vicenda c’è anche il fatto che il burqa (afganistan) e il niqab (arabia) mentre stanno spopolano in Europa, siano ormai demodè nei paesi originari e non pochi intellettuali islamici del posto, che guarda caso sono sempre anche leader religiosi, gli hanno ampiamente “scomunicati”. Si può quindi affermare che un ulteriore ostacolo all’emancipazione della donna islamica sia rappresentato da quella schiera di post-sessantottini e vetero democristiani che, pur di difendere la libertà di religione di qualcuno, sono disposti a privare lo stesso di molte altre libertà.
A proposito di emancipazione, avete visto il tiggì di oggi?
Una quindicenne di origini islamiche si è presentata dai carabinieri perché temeva di fare la stessa fine di Hina e Saana, ora è ospitata in una struttura pubblica e il padre è stato denunciato per maltrattamenti domestici. Suggerisco di integrare il soggetto con il fondo del mediterraneo, scafisti docet.

2 thoughts on “Alla faccia vostra”

  1. Ottimo provvedimento legge da parte di Cota. In fondo quella del 1975 ha dei margini di ambiguità che tu stesso hai sottolineato. Così invece, non ci sono più scappatoie.

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