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Cari maniaci…

Ieri la camera ha approvato il testo unificato in tema di contrasto alla violenza sessuale. Il testo è stato ottenuto dalla fusione di ben 12 progetti di legge redatti dai diversi schieramenti politici. Il testo uscito dalla Commissione Giustizia (referente) ha trovato l’accoglimento bipartisan di tutti i gruppi parlamentari, stando, almeno, alle dichiarazioni di voto dei Capigruppo.


Il provvedimento, ha spiegato in aula la relatrice del documento, Carolina Lussana (Lega Nord), è «un ulteriore tassello di un più ampio e complesso disegno volto a garantire adeguate forme di tutela per le vittime di violenza sessuale, reato la cui gravità è tale da condizionare negativamente il resto della vita di chi lo subisce»

Vediamo adesso quali cambiamenti saranno introdotti dalla nuova norma, che, prima di diventare Legge dovrà comunque attendere il passaggio (e l’approvazione) in Senato. (fonte “il Sole 24 ore”)
  1. Inasprito il regime sanzionatorio per violenza sessuale. Al posto della reclusione da 5 a 10 anni si prevede la prigione da 6 a 12 anni. Stessa pena per chi induce qualcuno a compiere o subire atti sessuali abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa o la trae in inganno in inganno sostituendosi ad altra persona. Stralciata la norma che prevedeva l’ergastolo se dalla violenza deriva la morte della persona offesa: si è trattato di un emendamento tecnico, come spiega l’onorevole Manlio Contento (Pdl), che ha proposto la modifcia in aula alla Camera in quanto in sede di approvazione del provvedimento sullo stalking la norma era già stata introdotta.
  2. Raddoppiano i termini di prescrizione nei casi di violenza sessuale. Fra le novità raddoppiano i termini di prescrizione del reato nei casi di reato di violenza sessuale. L’aggravante scatta nei casi in cui la violenza sessuale è commessa sui minori di sedici anni (nel codice attuale la soglia d’età è quattordici anni), con l’uso di armi, di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti; o da persona travisata o che simula la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio. Aggravante anche se la violenza è compiuta su una persona sottoposta a limitazioni di libertà personale, su una donna incinta, su persona in condizioni di inferiorità fisica o psichica, su un disabile. L’aggravante, cioè la reclusione dai sette ai quindici anni, scatta anche nel caso in cui la violenza sessuale venga commessa da un ascendente, da un genitore anche se adottivo o da un tutore o nel caso in cui il delitto avvenga sul luogo di lavoro con abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d’opera. Aumentano gli anni di reclusione fino a sedici anni se il fatto è commesso su un minore di dieci anni.
  3. Sanzioni più forti per la violenza di gruppo. Reclusione da sette a sedici anni (la pena massima attuale è di 12 anni) per violenza di gruppo. Se ricorrono le circostanze aggravanti la pena può arrivare a 20 anni e non può essere comunque inferiore a dodici anni se la vittima ha meno di dieci anni o se dalla violenza deriva una lesione personale grave, se la lesione personale è gravissima la pena non può essere inferiore a quindici anni. La pena è aumentata fino alla metà nel caso di recidiva mentre diminuisce per il partecipante che abbia avuto una minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato.
  4. Ente locale e presidenza del Consiglio possono intervenire in giudizio. L’ente locale impegnato direttamente o tramite i servizi per l’assistenza della vittima e il centro antiviolenza possono intervenire in giudizio. Come può farlo pure la presidenza del Consiglio, anche attraverso l’osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.
  5. Iniziative scolastiche contro la violenza e la discriminazione sessuale. Un emendamento inserito in aula prevede che il ministro dell’Istruzione, nei limiti degli ordinari stanziamento di bilancio, possa promuovere, nell’ambito di programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado, iniziative di sensibilizzazione, informazione e formazione contro la violenza e discriminazione sessuale.

È stata invece stralciata la norma cosiddetta “wanted”. La disposizione che prevedeva la possibilità per il questore di disporre l’affissione – in luoghi o esercizi pubblici e sui mezzi di trasporto – dell’identikit o della foto segnaletica dei ricercati per delitti di violenza sessuale, atti sessuali con minorenni o violenza sessuale di gruppo.

La rimozione di questa norma, fortemente osteggiata dal PD e da parte del PDL ha consentito l’approvazione del testo con voto trasversale.
Però, anche se la maggioranza ha srotolato i tappeti rossi all’opposizione, accogliendo molte delle modifiche richieste, il Partito Democratico ha avuto il coraggio e la sfacciatagine di richiedere il voto segreto.
Ed ecco che 29 anonimi deputati hanno votato no. Forse il PD ha voluto evitare che sugli autobus, anzichè il faccione del Segretario di turno, ci finisse quello di qualche loro altro coordinatore di sezione con il vezzo del sesso non consensuale.

Bah, io, oltre ai manifesti con i volti dei maniaci sessuali, vorrei che si appendessero quelli con i volti (e i nomi) di chi ha votato contro il provvedimento. Perchè, senz’altro non voglio che un maniaco viva difronte alla scuola dove va mio figlio, na non vorrei neanche che certi franchi tiratori (che hanno senz’altro un ossario nell’armadio) venissero rieletti.

Democrazia, portami via…

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