DELBONO

C’è DelMarcio a Bologna

Flavio Delbono, Sindaco di Bologna da appena sette mesi, ha annunciato oggi, la sua intenzione di dimettersi. La causa ufficiale è: – “Per me Bologna viene prima di tutto, è per questo che, siccome i tempi e i modi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria rischiano di avere ripercussioni negative con la mia attività di Sindaco, ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica. ” Un pretesto molto poco credibile considerando le dichiarazioni dello stesso Delbono di solo due giorni fa, nelle quali rassicurava tutti che non si sarebbe mai dimesso, anche in caso di rinvio a giudizio. Qualcosa dev’essere cambiato, qualcosa di grosso, che a caldo ha tutta l’aria di essere un ricatto. Non sapremo mai di cosa si tratta ma è chiaro che le dimissioni sono lo scotto che Flavio deve pagare affinché la cosa non venga fuori, una questione che, molto probabilmente non ha niente a che vedere con il c.d. Cinzia Gate. Molto sollevato sarà Cazzola che qualche mese fa, in campagna elettorale, durante un confronto con Delbono, sollevò la questione in diretta radiofonica; non perché quanto da lui denunciato si è rivelato essere fondato ma semplicemente perché gli concede l’occasione di lasciare il Consiglio Comunale che a breve sarà sciolto senza perdere quel poco di faccia che gli resta.

E adesso? Quali prospettive per Bologna?

La Legge è piuttosto chiara e prevede, dopo venti giorni dalle effettive dimissioni (Delbono aspetterà l’approvazione del Bilancio), lo scioglimento di Giunta e Consiglio e la nomina di un Commissario “romano”. Se le dimissioni fossero state presentate il dicembre scorso, ci sarebbero stati i tempi tecnici per accorpare le nuove elezioni comunali con quelle regionali ma ormai è tardi. Intanto il Consiglio comunale, in gran fretta, ha approvato all’unanimità un ODG nel quale si chiede al Ministero dell’Interno di predisporre quanto necessario per risparmiare al Capoluogo emiliano un commissariamento lungo un anno e andare a elezioni il prima possibile (ragionevolmente in Giugno). La palla adesso è in mano a Maroni, e, in base a come si muoverà, vedremo finalmente se Bologna è considerata o meno Padania.

La caduta del primo cittadino emiliano è emblematica del mutamento in corso negli equilibri di potere emiliani e nazionali. La magistratura, per ragioni ancora a me sconosciute, ha rotto il lunghissimo sodalizio che la legava alla sinistra italiana e che le garantiva libertà di azione e impunità. Una frattura che sta avendo serissime ripercussioni tanto sulla popolarità quanto sulla reputazione degli esponenti di PD e Co. e che, a partire da Consorte, passando da Marazzo e arrivando a Delbono, ha lasciato emergere quanto la classe dirigente del Centrosinistra italiano, uscita fortunatamente illesa da Tangentopoli, fosse la vera erede delle logiche clientelari della prima Repubblica.

Cazzola ha già fatto sapere di non essere interessato a ricandidarsi e Corticelli ha già alzato timidamente la mano. Nel centrosinistra, invece, potrebbe avere ottime chance Cevenini, un elemento di forte distacco dall’attuale direzione del PD bolognese, apprezzatissimo da entrambi gli schieramenti.

Intanto i bolognesi sono esterrefatti, non tanto dallo scandalo Cinza Gate bensì dalle decisioni assunte dal Sindaco che ha lasciato la città nell’incertezza più assoluta.

Stiano tranquille le lobbies emiliane, il bilancio sarà approvato.

3 thoughts on “C’è DelMarcio a Bologna”

  1. Beh, nell’utilizzare il manifesto elettorale di appena sette mesi fa di Delbono, sono stato più gentile, cambiando il presente nel passato … 🙂
    Temo anche io che candideranno Cevenini.
    Corticelli non lo conosce nessuno.
    QUalche nome mi frulla in testa … intanto vediamo quando si abdrà a votare …

  2. ..bisognerebbe recuperare GUAZZALOCA, rimane cmq il miglior sindaco che Bologna possa avere, doveva compiere la sua stagione con un 2° mandato che non ha ricevuto causa “sciocche” resistenze del PdL (ah..bosco ho riporato il tuo bel manifesto su facebook citando il tuo blog) pietroluigicrasti@tin.it

  3. Grazie Pietro.

    Personalmente dissento sulla tua tesi “Guazzaloca”, un Sindaco di centro-destra, tale solo sulla carta e che non volle stipulare nessuna alleanza col Carroccio bolognese di allora. Colpevole inoltre di non aver ben amministrato la città, scialacquando la prima vera opportunità di strappare Bologna dalle pinze “rosse”. Un’opportunità che, per chissà quale fortunata congiuntura astrale, sta per ripetersi e assistere all’ennesimo spreco che il cdx saprà farne, sarà una tortura lunga due mesi.

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