Definizioni e previsioni

Lo scenario politico italiano è oggi molto instabile. Prima di essere completamente stravolto per l’ennesima volta facciamo un’istantanea dei principali movimenti politici tornando indietro di qualche giorno.
Partito Democratico
Anagraficamente, un bambino della Politica, è nato prematuro e con numerose malformazioni. D’altronde, cosa ti aspetti quando fai accoppiare comunisti e democristiani, storici nemici per quasi quarant’anni. Fin dalla sua nascita è in costante calo di consensi e ha trascinato con se il resto della sinistra italiana. Ha uno Statuto da Bar dello Sport e non ha una linea politica unitaria. Grosso modo è organizzato così:

  1. il Segretario nazionale è eletto con metodo maggioritario da tutti (tesserati, non tesserati, tesserati di un altro partito, minorenni)
  2. una volta eletto, tutti a remargli contro, finché non si dimette e avanti il prossimo.

Popolo della Libertà
Se il PD è il frutto di un accoppiamento impossibile, il PDL è un matrimonio combinato per interesse. Più che un partito, è un Fan Club. Non c’è un linea politica, se non quella del Presidentissimo alla quale tutti devono diligentemente allinearsi, per questa ragione e per salvare le apparenze si definiscono “moderati” ma in sostanza non sono né carne, né pesce. Ogni dissenso interno, nei rari casi in cui si manifesta, viene messo a tacere con le buone o con le cattive. I movimenti politici che hanno contribuito a fondarlo hanno perso identità, diventando gli schiacciabottoni di questa o quella lobby. Qualche esempio: Capezzone e Della Vedova che prendono le difese del Vaticano. I recenti problemi con Fini, senza voler parteggiare per lui (ci mancherebbe altro), confermano quanto sopra esposto. Ricapitolando il PDL di forte ha solo il Re, non c’è nessuna Corte o Esercito, solo giullari.
Italia dei Valori con Di Pietro
Un partito definibile con una semplice equazione matematica [Berlusconi * (-1/10)]. In pratica gli tocca un decimo dei voti rispetto al suo avversario politico e, nonostante l’emorragia di voti del PD, non riesce a intercettarne molti. Dopo tutto un partito giustizialista guidato da politici meridionali non può fare molta strada.
Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro
La matematica dimostrazione della svolta e del consolidamento bipolarista italiano. Fino a qualche giorno fa rappresentava un problema trascurabile ma, dopo i numeri di Fini, tutto torna in discussione. Più avanti vedremo perché.
Lega Nord per l’Indipendenza della Padania
In assoluto la forza con il rapporto voti/influenza migliore. Zero polemiche interne, giù a testa e bassa e lavorare o col cavolo che i padani li rivotano. Pragmatismo ed efficienza, le parole d’ordine. L’unico partito che, per ora, non risponde a nessuna lobby. Un Re, Umberto Bossi, capace e di governare e farsi amare, una Corte affidabile e fedelissima e un radicamento territoriale che ricorda il PCI dei tempi d’oro. Il tutto supportato da un Esercito molto ben organizzato (Presidenti di Regione, Sindaci e Assessori) che lavorano bene e si fanno amare dalla plebaglia.
IPOTESI SUL FUTURO
Azzardiamo adesso qualche ipotesi.
Fini, oggettivamente, rappresenta la più importante incognita politica della Seconda Repubblica. Per farci un’idea di chi è Fini e prevedere il suo comportamento dobbiamo ripercorrere la sua storia politica. Lo stesso Fini, che oggi chiede a gran voce il congresso nazionale, deve la propria carriera proprio al rovesciamento di un congresso. Nel lontano 1977 l’attuale Presidente della Camera, all’epoca tirapiedi di Almirante, Segretario del Movimento Sociale Italiano, si candida alla guida del Fronte della Gioventù, competizione dove si classifica solo quinto (su sette); Almirante, però, rovescia il risultato del congresso nominandolo Segretario Nazionale, segnando così l’inizio di una delle carriere politiche più interessanti e controverse del nostro paese. Fini acquisisce sempre più potere all’interno del Movimento e viene indicato da Almirante come suo successore. Almirante morirà nel 1988, un anno dopo aver fatto eleggere il suo delfino Segretario Nazionale. L’inizio non è dei migliori, il neo-segretario Fini resterà in carica solo due anni, sarà, infatti, scalzato da Rauti nel Congresso di Rimini del 1990. Rauti però non ha la stoffa del Segretario Nazionale e, dopo un risultato decisamente deludente alle Amministrative siciliane, viene sfiduciato dal Comitato centrale che restituisce a Gianfranco il ruolo di Segretario. Cinque anni dopo Fini scioglie l’MSI per fondare Alleanza Nazionale, partito nel quale si ritaglia il ruolo di Presidente. Dopo 12 anni alla guida di AN e la bellezza di zero congressi nazionali, viene sciolta anche AN che, assieme a Forza Italia e altri partiti minori, si fonde nel Popolo della Libertà. Fini di primo acchito non vede di buon occhio la richiesta/pretesa di Berlusconi di confluire nel partito unico affermando pubblicamente di non essere in vendita; allora Silvio si compra Storace, esponente di spicco di AN, il quale fonda La Destra che destabilizza il partito di Fini, portando via numerosi esponenti ed eletti. Una volta sceso sotto il dieci percento di consensi, Fini è costretto da arrendersi, svendendo se stesso e il suo Partito a Berlusconi. Nelle Politiche del 2008 FI e AN si presentano sotto il simbolo unico del PDL che però formalmente nascerà solo qualche mese più tardi. Gianfranco che tutto è tranne che stupido, rifiuterà incarichi all’interno dell’Esecutivo, ritagliandosi un ruolo istituzionale di garanzia, la Presidenza della Camera. Le ragioni sono di facile comprensione: l’ex leader di AN è conscio di avere sempre meno spazio politico, da una parte c’è la forte e indiscussa leadership di Berlusconi cbe gli fa ombra e dall’altra il pragmatismo e la capacità della  Lega di intercettare gli umori dei cittadini. Come assicurarsi, allora, un futuro politico?

  1. rimanendo fuori dal Governo così nessuno lo può accusare di complicità nelle maialate dell’Esecutivo;
  2. facendo sempre il bastian contrario in modo da intercettare le simpatie sia di chi a centro destra non ama Berlusconi, sia di chi a sinistra è stanco di votare a sinistra (e sono parecchi), sia di chi a destra, centro e sinistra non apprezza il lavoro del Governo;

Dopo questa interminabile ma necessaria premessa veniamo alle previsioni, disposte in ordini di probabilità:

  1. Entro 6 mesi, massimo un anno, Fini e una ventina tra deputati e senatori lasceranno il PDL, unendosi a Casini, Rutelli e Montezemolo e fondando un grande partito centralista di centro,  segretamente finanziato da Stati Uniti e Vaticano che rimarrà dormiente fino alla morte fisica e/o politica di Berlusconi. Nel frattempo i rapporti tra Lega e Berlusconi si consolideranno e il Movimento di Bossi diventerà sempre più forte. Purtoppo o per fortuna (a seconda dei punti di vista) prima dell’approvazione delle riforme costituzionali in chiave federalista tanto volute dal Carroccio, qualcosa di grave accadrà facendo ripiombare l’Italia nella Prima Repubblica.
  2. A Fini non “entra la scala”, i suoi lo sfanculano all’istante e lui si ritroverà a vagare solo e abbandonato nel Gruppo Misto alla Camera assieme a Guzzanti che gli darà del Bolscevico, Montezemolo tornerà a fare l’imprenditore, Casini il democristiano dal 4% e Rutelli il fotomodello. La Lega porterà a casa il federalismo, quello vero ed esprimerà un candidato Presidente del Consiglio. A Silvio toccherà il Colle e passerà tutte le vacanze assieme al suo caro amico Putin. 

12 thoughts on “Definizioni e previsioni”

  1. Beh … a parte alcune interpretazioni (la Lega è coesa perchè Bossi ha fatto con gli oppositori interni quel che purtroppo Berlusconi non ha ancora fatto nel pdl oppure Berlusconi che “si compra” Storace …) lo scenario è abbastanza plausibile …

  2. Bella analisi UMberto, azzardata, quasi al limite (o dentro..si vedrà) della fanta-politica ma comunque esistono probabilità che qualcosa si realizzi.

    Mi preoccupa l’ipotesi 1 quando scrivi “qualcosa di grave accadrà..”, DOMANDA: cosa te lo fà pensare?

    Prima ancora parli “finanziato da USA” (e ci stà) ma perché includi il Vaticano, che interesse avrebbe nel supportare un partito di Fini?

    a presto, plc

  3. C’è una variabile impazzita che nessuno di noi può considerare in maniera davvero realistica: la crisi ed i suoi effetti sull’opinione pubblica.
    Se la recessione non smetterà a breve, certe manovrine “da palazzo” difficilmente potranno avere successo, perché la gente cercherà soluzioni via-via sempre più radicali…

    Lord tojo

    P.s. Ciao Umberto! Se non sbaglio compivi gli anni in questi giorni, vero? Auguri!!!

  4. Intanto grazie per i commenti.

    @ Massimo
    Condivido quanto fai osservare su come Bossi ha sistemato gli oppositori interni ma parliamo di diversi anni fa, la Lega “moderna” (post boom 2008) ha, infatti, equilibri assai più solidi di qualsiasi altro movimento. La piramide di potere è ben definita e stabile: in cima c’è Bossi e ci resterà finchè campa, subito sotto troviamo Maroni e Calderoli. Gli strati sottostanti sono “dinamici”, oggi li ricoprono Zaia, Cota, Castelli, domani chi sa…

    @ Pietro Luigi Crasti
    Come ha fatto notare Bossi riferendosi a Fini, l’Italia è il paese dei Gattopardi: persone e lobby che sguazzano nello status quo. Ogni volta che la brezza del cambiamento si alza questi soggetti si svegliano, dispongo le vele in modo da far fare un giro alla barca. Alla fine della manovra, però, la barca è tornata nella stessa posizione ma, poiché nel frattempo il Sole si è spostato, abbiamo l’impressione di trovarci altrove. Berlusconi, piaccia o meno, con la sua azione di Governo (fortemente influenzata dalla Lega) sta pestando i piedi a molti Gattopardi, i quali, come abbiamo visto negli anni di piombo, sono capaci di qualsiasi cosa. Per intenderci, altro che statuette del Duomo. Facendo un semplice esempio: contenendo e contrastando l’immigrazione selvaggia, i piedi pestati sono stati tanti, ne cito due: Sindacati, Chiesa Cattolica. Fantapolitica o, peggio, paranoia, dirai tu. Ecco la prova del nove: il testo originale del pacchetto sicurezza è stato talmente annacquato che appare lampante la presenza di una regia. I deputati del PDL (che non rispondono solo a Silvio) sapevano bene che questo comportamento avrebbe fatto migrare altri voti verso la Lega ma gli ordini di scuderia erano quelli e guai a discuterli. Berlusconi è talmente ricco da non essere in vendita ma la sua cricca lo è eccome. Fini è un professionista della politica, se lo vedi andare in una direzione vuol dire che il traguardo si trova nella direzione opposta.
    Che interesse avrebbe il vaticano a supportare l’eventuale partito di Fini? Semplice! Fini destabilizza la maggioranza, un Governo instabile non ha i numeri per cambiare lo status quo e i Gattopardi restano a sguazzare.

    @ Vittorio Silva
    Tu hai studiato economia quindi sai benissimo che quando gli economisti fanno una previsione non ci azzeccano mai. Se non ci prendono loro, figuriamoci gli altri, figuriamoci io. Il fattore CRISI è imponderabile quindi per non incasinarmi l’equazione con fattori indefinibili, faccio prima a lasciarla fuori. Lo so che è sbagliato ma sarebbe sbagliato comunque.

    Era il 25 ma ho festeggiato il giorno dopo per non lasciare spazio a malintesi. Grazie comunque per gli auguri.

  5. Ormai la convivenza coi Fini e finioti diventa impossibile. Tuttavia, ottenere elezioni anticipate prima dei decreti attuativi per il federalismo non sarà facile, perché c’è una serie di paletti da rimuovere:

    a) Napolitano ha l’obbligo istituzionale di compiere un “mandato esplorativo” per vedere se c’è la possibilità di salvare la legislatura.

    b) se si trova un’altra maggioranza eterogenea e composita (governo tecnico con Draghi?), potrebbe nascere un Ribaltone N.2, come quello che accadde contro il Cav.

    c) in ogni caso se si dovesse andare al voto, non si dovrebbero MAI blindare i collegi, sennò ci ritroveremmo nella stessa identica situazione. Cioè il rettilario finiota all’interno.

    d) La Lega dovrebbe diventare partito di maggioranza relativa e avere più suffragi del Pdl. Solo così può imporre il suo diktat da posizioni di forza.

    Credo che sia più facile a dirsi che a farsi.

  6. be’ che dire interessante, ma non mi e’ piaciuta una cosa, che alla fine mi ha fatto cambiare pensiero e darti pessimo,,, ti spiego.. tutto bwene interessante ma…….. dire che i politici del sud non riescono a fare molta strada..,,, e’ una cosa di cattivo gusto..!! non trovi 🙂 quindi bene il tutto ma ti sei perso con questa cosa.. per cui ti do’ pessimo!!!! sei generalista e poco affidabile.. non coerente sulla imparzialita’ dei pensieri..

  7. @Rinaldo
    Punto primo.
    Non ho affatto detto che i politici meridionali non riescono a fare strada, è vero il contrario, sono molto più portati al carrierismo e al poltronismo, atteggiamento che in politica premia eccome. Ho semplicemente fatto notare la contraddizione in essere di un partito che si definisce giustizialista (quindi anti-carrierista e anti-poltronista) la cui dirigenza è in mano a politici meridionali. La mia teoria è avvalorata dallo scarso successo del partito di Di Pietro nonostante l’ondata anti-politica che sta investendo il paese in aggiunta all’emorragia di voti del PD.

    Punto secondo:
    Non capisco molto bene i tuoi criteri di votazione. Dici di apprezzare e condividere quasi tutto quello che scrivo ma una semplice nota stonata che ti trova in disaccordo è sufficiente a compromettere la qualità dell’intero post?

    Punto terzo:
    Abbi pazienza: noi padani siamo gretti e ignoranti, che significa “non coerente sulla imparzialita’ dei pensieri…”?

  8. guidato da politici meridionali non può fare molta strada.
    quewsto lo hai scritto tu..
    eppoi ti dico una cosa.. mi sono rotto le balle di tutti che dicono .. quello e’ piu’ bravo quello e’ piu’ idoneo.. sono + di trent’anni che seguo la politica.. e non si parla di altro che dei partiti, partiti cosi’ partiti coisa’.. ma daii questa democrazia a perso.. i valori veri per cui mio nonno mio padre e tanti che hanno sofferto .. i loro sacrifici sono valsi a nulla…perche’ oggi che abbiamo?? nulla… ospedali che non funzionano amministrazioni che rubano,,, uomini di potere che fanno bello e cattivo tempo.. il Popolo e’ sovrano e dovrebbe decidere per cose importanti .. ci hanno mai chiesto se volevamo davvero la moneta unica??.. ci hanno mai detto che oltre stringere la cinghia dovevamo dargli anche il culo??
    ma di cosa vogliamo parlare?? di Bossi che e’ meglio di berlusca o di fini che tradisce.. o de che?? ma qui’ ce sta’ gente che more de fame.. pensionati che sopravivono.. giovani che per fortuna ce’ mamma..
    senti a me.. io dico questo.. la migliore democrazia sai quale e’?? e’ una giusta dittatura… comanda uno e basta..sai quanti sono i cinesi?? azzo un popolo di miliardi di persone che vanno avanti.. noi????

    Padani padani.. ma che dici.. tu sei Italiano come me..i tuoi nonni hanno creduto come i miei ad una vita migliore per tutti.. BUTTIAMO GIU’ TUTTI E RICREIAMO LA POLITICA CON LA “P” MAIUSCOLA.. SOLO COSI’ POTREMMO CAVARCELA….

  9. A questo punto credo di aver isolato il fattore d’incomprensione, pensavo fosse di tipo concettuale, invece è di tipo grammaticale. Proviamo con l’analisi logica della frase.
    un partito giustizialista guidato da politici meridionali [soggetto]
    non può fare [predicato verbale]
    molta strada [complemento oggetto]
    Il soggetto è il Partito, non il politico meridionale.
    Data la presunta natura del partito e quella diametralmente opposta della sua dirigenza, un flop era prevedibile e così è stato.

    Commentando il tuo sfogo, il fatto che te e i tuoi avi abbiate combattuto per qualcosa, non rende la causa “giusta”.

    La democrazia in Europa ha l’egemonia dal dopoguerra, vuoi organizzare la Rivoluzione? Accomodati ma un successo è improbabile e ti manca il dittatore.

    Liberissimo di sentirti italiano, io personalmente non mi ci sento affatto. Riflettici un secondo: l’Italia è stata fatta a tavolino da massoni e industriali che hanno voluto unire sotto la stessa bandiera siculi e altoatesini. La Padania potrà anche essere un’idea balzana ma è sempre più sensata di quella di Cavour e Garibaldi.

  10. Umberto, avete derubato il sud per tutto quello che c’era da prendere, avete sfruttato la manodopera del sud per arricchire i Vostri padroni e, adesso???? mi dici di non sentirti Italiano??? mmmmmmmm facile cosi’, volete staccarvi portandovi via tutte le ricchezze e lasciare il resto alla deriva?? daiii…. parliamo seriamente.. altrimenti il vostro esordio.. ti ricordi quando con il Vostro carro avete cercato di invadere l’Italia??? ahahahaha si rido certamente.. ma io quei due e tutta la organizzazione che c’era dietro li avrei fucilati,,,,,,,

    Parliamo seriamente dai.. non andiamo in stizza per dei pensieri che poi alla fine non ci portano da nessuna parte….

    Il problema ce’ esiste, la crisi e’ evidente a tutti, allora cosa vogliamo fare?? come il detto napoletano?? chi avutavut chi a dato a dato?? scordiamoci il passato siamo leghisti??
    mmm , non puo’ andare la cosa, ricorda che i sacrifici li abbiamo fatti tutti e per la nostra Patria!! allora che facciamo?? la rivoluzione?? mmm non ho parlato di rivoluzione ma e’ una cosa a cui penso spessoe, mi fa paura l’idea della violenza per sistemare cose che si potrebbero sistemare a tavolino tranquillamente…
    basterebbe che la si finisse di parlare di mafia e si iniziasse a fare mea culpa… la mafia una volta esisteva ed era totalmente diversa da quella che si vuole far intendere oggi, la mafia secondo me non e’ niente che l’acronimo di Politica Italiana, si parla di mafia per incolpare altri di cose che invece i politici dovrebbero risponderne…. oggi ci chiamano al voto.. ma per fare cosa?? per votare gli stessi che ci stanno affossando?? per fare cosa per risolvere problemi che da 60 anni non si risolvono?? no non ci sto’.. per me l’Italia e’ unica e imprescendibile non si discute, ma l’unico modo per uscirne e’ appunto svuotare le camere e il parlamento e rinnovarle da zero, uscire dalla morsa dei partiti e tornare a fare politica con la base, votando le persone piu’ che i partiti, le persone che hanno idee per migliorare la vita di tutti, eppoi ti dico francamente,.. a me piacerebbe che si facesse in modo tale da avere appunto un leader con il suo programma che dice le persone che vorrebbe al suo fianco per lavorare e che il Popolo verrebbe chiamato alle urne per eleggere il leader ed il suo team… voglio sapere apriori cosa succedera’ e chi andra’ al potere non dopo!!!!! e le cose palesi come la sanita’ dovrebbe essere a prescindere da tutto, se serve serve punto, non lasciare che si tolgano ospedali si lasciano le persone senza cure…. bisogna solo capire come meglio gestirli e basta..
    altro punto che ci incula da sempre..IL LIBERO MERCATO!!!!ma che e’????? forse un qualcosa per cui ci si mette daccordo e si raddoppiano i costi?? ma lascia stare…. il governo deve avere il controllo di tutto per il bene di tutti non avere il controllo di niente per avere il bene di pochi…….

    mi piacerebbe che qualcun altro esprimesse la sua opinione.. ma senza parlare di lega di partiti.. ma semplicemente parlare con coscienza……..

    Rinaldo…..

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