GAMEOVER

Game over

Il titolo, lo so, non è dei migliori ma forse, assieme alla foto, un mezzo sorriso ve lo ha strappato.
Oggi vi parlerò di guerra, di terrorismo e di guerra al terrorismo, lo farò riportando e commentando la vicenda accaduta qualche giorno fa alla Caserma Santa Barbara di Milano.
Lunedì 12 ottobre, ore 7.45, Mohammed Game, libico trentasettenne si presenta di fronte alla Caserma di Piazzale Perrucchetti a Milano, ha con sé una cassetta degli attrezzi contenente 5 kg di esplosivo ed un detonatore artigianale. Fingendo un malore di fronte alla Caserma riesce, soccorso dai militari, ad introdursi all’interno dei cancelli ed  ad innescare la bomba.
Solo un decimo del materiale componente l’ordigno è esploso, dirà il giorno successivo Maroni,  forse a causa di un malfunzionamento del dispositivo, o dell’imperizia dell’improvvisato bombarolo. Risultato: l’attentatore si trova una mano in meno e, forse, non riacquisterà mai più la vista. Ora è ricoverato all’Ospedale Fatebenefratelli. Purtroppo, prima che gli inquirenti abbiano avuto modo di interrogarlo, è stato messo in coma farmacologico. Con un po’ di fortuna non ce la farà.
Il militare che aveva soccorso il maldestro attentatore e gli era vicino al momento della detonazione se l’è cavata con ferite di lieve entità, curate sul posto dal personale del 118.
Da una prima ricostruzione sulla vita di Mohammed Game, è emerso quanto segue:
  • libico, residente in Italia da 10 anni;
  • convivente con un italiana non convertita e 4 figli dei quali 2 non suoi;
  • totalmente disinteressato alla religione fino alla perdita del lavoro, da allora ha incominciato una sporadica frequentazione di ambienti legati al fondamentalismo islamico (moschee);
  • viveva con la famiglia in un appartamento occupato abusivamente nella periferia milanese.
Due mesi prima dell’attentato, Mohammed e la compagna avevano invitato i giornalisti di Cronaca qui, giornale locale low cost, a visitare l’appartamento nel quale vivono abusivamente da 7 anni, lamentandosi, guarda caso, della mancanza di aiuto da parte del Comune di Milano.
Un ritratto, quello di Game, che non collima esattamente con quello del musulmano ultra-ortodosso, capace, pur di danneggiare il Satana occidentale, di immolarsi nel ventre del nemico. Come non ricalca nemmeno il ritratto del ragazzino palestinese in piena pubertà, cresciuto nei campi profughi che disintegra se stesso ed un autobus affollato per riuscire, almeno nel paradiso islamico, a tocciare il “biscottino”.
Come da copione, la moglie, udito l’accaduto, è caduta dalle nuvole ed i vicini lo hanno definito da qualche giorno losco e schivo.
Gli inquirenti che, quando ricevono una telefonata dal Ministero, diventano improvvisamente rapidi ed efficienti, hanno già arrestato un paio di complici e sequestrato parecchio materiale esplosivo. Entro pochi giorni, confido, avremo maggiori dettagli riguardo la vicenda.
Da notare che Game, prima di lasciare una mano sul cortile della Caserma, pare abbia urlato “Via da Kabul” ai militari presenti.

La vicenda è ambigua e mi lascia non poco perplesso. Le meningi, non abituate allo sforzo, mi frullano così forte da darmi il mal di testa. Ecco cos’hanno partorito:

Opzione A

Qualcuno degli amichetti conosciuti in moschea, al corrente della sua situazione economica, lo ha convinto a  commettere il folle gesto promettendo soldi e stabilità economica alla, di lui, famiglia.

Opzione B

Essendo un fallito senza arte né parte e non avendo un cazzo da fare tutto il giorno, si è messo a coltivare la causa dell’anti neo-colonialismo. Il paese in questione, l’Afganistan, non è il suo ma pazienza! Noi musulmani siamo tutti fratelli, tocchi uno di noi, ci tocchi tutti!

In entrambi i casi ed indipendentemente dalle sue convinzioni politiche, una cosa è sicura, è/era un idiota:
  1. come ingegnere (vantava tale qualifica) devi fare davvero pena se non riesci a collegare un detonatore contemporaneamente a più cariche;
  2. gli attentati si fanno alle ore di punta, non alle 7.45 del mattino;
  3. se non vuoi che risalgano ai tuoi complici entro tre quarti d’ora, disfati dei tuoi documenti e dei titoli di viaggio con i quali possono ricostruire i tuoi spostamenti;
  4. che bisogno c’era tenere in mano l’ordigno? Pesava 5 chili! Lanciarlo e scappare no?
Il gesto di Game, anche se goffo e fallimentare, apre nuovi inquietanti scenari sull’intreccio e le conseguenze di due importanti fenomeni come l’immigrazione islamica e la disoccupazione conseguente alla crisi. Per carità, si sa che, anche gli italiani, quando restano senza lavoro possono compiere gesti folli ed azzardati (fingere di non vedere la sbarra del passaggio a livello, indossare il costume da bagno con un masso legato al collo, cospargersi di benzina e giocare con i fiammiferi di fronte all’azienda che ti ha licenziato, votare il centro-sinistra). Tutte opzioni senz’altro discutibili ma comunque generalmente innocue per la collettività.

Con l’islam no! Tutto è diverso! Un problema economico diventa un problema politico che diventa  un problema religioso che diventa un mussulmano diviso in tanti pezzettini distribuiti su un raggio che va 10 a 50 metri e un indice variabile di vittime e danni collaterali. Il centrosinistra come prevede di integrare tali soggetti? Li vuole mischiare ai brigatisti? Comunista combattente/mussulmano dilaniante: – “Marx è grande” Kaboom!!!

Già mi immagino le manifestazioni sindacali con tanto di proteste suicide di fronte alle aziende: – “O ci date l’aumento o dovrete raschiarci via dai muri…”
P.S.
Addosso ai complici del libico, acuti almeno quanto lui, sono state ritrovate anche le ricevute dell’acquisto dell’esplosivo (nitrato di ammonio). Piccolo particolare: mancano 80 kg all’appello. Non so voi, ma io prevedo fuochi d’artificio a breve…

Leave a Reply