IMMIGRAZIONE:ATTESA RELAZIONE PREFETTO SU ERITREI A LAMPEDUSA

Il medico pietoso

Su La Repubblica di oggi c’è un titolone scritto a caratteri cubitali: “Immigrati, strage in mare “Morti in 73, nessun aiuto“. Chi si limita a leggere il titolo capisce che le autorità se ne sono lavate le mani lasciando gli immigrati a marcire sotto al sole ma, leggendo l’articolo, quanto accaduto si può sintetizzare così: 78 aspiranti immigrati hanno lasciato una ventina di giorni fa la Libia a bordo di un gommone con pochissima benzina e, pare, senza scafisti. Il carburante, naturalmente, è finito prima di arrivare a metà strada e i migranti hanno vagato alla deriva per diversi giorni, morendo uno ad uno. Stando al racconto dei cinque superstiti che (si spera dopo la loro morte) hanno gettato a mare gli altri, diverse imbarcazioni sono passate loro vicino ma forse non gli hanno avvistati, forse gli hanno ignorati, non lo sapremo mai. Solo un peschereccio, di sconosciuta identità e nazionalità si è avvicinato al gommone lanciando loro un po’ d’acqua e cibo per poi riprendere la rotta senza degnarsi di dare l’allarme. Se la sfortunata bagnarola non fosse stata avvistata da una motovedetta della Guardia di Finanza che ha prestato loro i primi soccorsi trasportandoli al centro di prima accoglienza di Lampedusa, i morti sarebbero stati 78 di cui uno solo sul gommone.
Premetto che non ho alcuna intenzione di cimentarmi in riflessioni etiche e morali sul dramma vissuto da questi disperati ma vorrei discutere, se possibile, delle assurde polemiche che la vicenda ha innescato.
Il centrosinistra, naturalmente, incolpa l’Esecutivo e ha annunciato che chiederà al Governo di risponderne in Parlamento. I gerarchi cattolici, dalle pagine di Avvenire, restano sul vago e incolpano l’occidente tutto, reo di essere cinico e indifferente alle sofferenze dell’Africa e dei disperati migranti che ambiscono a raggiungere le nostre coste. In vaticano, intanto, la clandestinità è reato e non sono soliti concederti asilo politico se non hai preso i voti.
Ora vorrei pormi/vi un interrogativo, chiedendo, se possibile, anche il contributo di chi mi legge ma non condivide la mia posizione: in che modo le politiche del Governo in tema di contrasto all’immigrazione clandestina hanno causato o siano corresponsabili di quanto accaduto?
  1. Siamo forse noi i responsabili dell’incolumità e la sicurezza di tutte le imbarcazioni che navigano nel mediterraneo?
  2. Siamo noi i responsabili se il gommone non era dotato di radio?
  3. Siamo noi i responsabili se i trafficanti di esseri umani hanno fornito loro, con palese dolo, carburante insufficiente?
  4. È forse colpa del Governo se chi ha avvistato il gommone non ha dato l’allarme?
  5. Non hanno forse, le autorità italiane, soccorso gli improvvisati navigatori?
Su un aspetto, devo ammetterlo, ha ragione i vescovi di Avvenire: la colpa è nostra! Sì, perché se noi avessimo un minimo di palle e di pelo sullo stomaco, questi miserabili avrebbero smesso da un pezzo di partire dall’Africa. Ma noi siamo buoni, noi siamo tolleranti, noi siamo accoglienti, pazienza se loro muoiono nel disperato tentativo di afferrare un miraggio chiamato Asilo politico.
Certe domande, invece, dovrebbero porsele i buonisti di tutti gli schieramenti che non si rendono conto di essere produttori e i distributori della benzina ideologica che spinge i poveri di tutto il mondo a cercare asilo in Italia. Se davvero ‘sti moralisti fossero dotati di una coscienza vera e di un minimo di onestà intellettuale, dovrebbero semplicemente fare un enorme mea culpa e lasciare che il Viminale faccia il suo lavoro in pace.
Citando un vecchio detto, Il medico pietoso fa la piaga puzzolente e l’Italia, oltre che dagli immigrati, è invasa anche da un esercito di “medici” pietosi capaci solo di curare il diabete con lo zucchero.

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