Invasione di un campo (incolto)

Ha fatto scalpore, ma poi non così tanto, la sentenza del tribunale civile di Firenze che ha, di fatto, legittimato la decisione di un uomo a nominare un tutore dotato dell’autorità di disporre l’interruzione di ogni tipo di trattamento medico nel caso il soggetto perda la capacità di prendere decisioni o di comunicarle. I democristiani ma, ahimè, non solo loro, hanno, come al solito, lamentato l’invasione di competenza della magistratura in questioni di competenza della politica. Un’osservazione che, per quanto possa essere pretestuosa e polemica, è corretta ma questa volta le toghe, categoria per cui non nutro particolare stima, non avrebbero potuto comportarsi diversamente. È infatti la politica italiana a essere criminosamente latitante sulla questione, i veti che le gerarchie vaticane esercitano sui deputati è talmente forte da essere in grado, non solo di manipolare, in sede legislativa, l’espressione del volere popolare ma addirittura di rallentare a livelli inverosimili la redazione e la conseguente aprovazione di una Legge che metta chiarezza. Gli italiani, altra categoria che non stimo, nonostante la maggior parte di loro si definisca cattolico, sono, almeno statisticamente, per la libera scelta del paziente di scegliere e/o rifiutare i trattamenti medici. I giudici con la “c” aspirata hanno pertanto operato, a mio modesto avviso, correttamente, interpretando la, seppur vaga, normativa in vigore. Non essendo un professionista del foro, non mi esprimo sull’eventuale faziosità interpretativa dei togati, dandola per scontata. I politicanti, però, hanno poco da lamentarsi, se loro avessero fatto il loro lavoro, in buona o cattiva fede non importa, il problema non si sarebbe posto, la normativa sarebbe chiara e sapremmo tutti di che morte morire o in quale stato estero emigrare per non diventare un vegetale.
Maremma buhaiola…

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