Maroni avanti tutta, clandestini indietro tutta

Quando si dice “finalmente”, si vede che l’unico modo che avevamo per rispedirli da dove vengono era avere un Ministro dell’Interno leghista. Non ho idea di quanto ci sia costato (non tanto l’accordo con Libia, bensì il suo mantenimento degli impegni sottoscritti con il Governo italiano) ma di sicuro un botto, e non credo neanche che riportarli in terra libica li terrà lontani dal vecchio continente a lungo ma è stato comunque un successone di cui, salvo colpi di scena, sono sicuro vedremo diverse repliche. Come già specificato nel precedente post, i numero dei migranti che usa il gommone o la bagnarola è una “goccia nel mare” dei flussi. Ma non importa! Quello che è davvero importante è il messaggio politico, anzi i messaggi politici che la fermezza maroniana dispensano:
1) il trucchetto dell’Asilo politico e dei documenti distrutti non funziona più, in Italia non ci metti piede! Ti intercettiamo prima e senza passare dal via te ne torni da dove sei partito, non importata di quale nazionalità tu sia, semplicemente
2) la pacchia è finità, in Italia la musica è cambiata, vuoi emigrare, trovati un altro posto o resta nel tuo paese e combatti per le tue conquiste sociali che se stai ad aspettare che te le porti Bush, stai fresco.
2bis) sei un nuotatore professionista? sei bravo ad eludere i pattugliamenti? riesci ad arrivare fino alla costa? Bene, intanto te ne stai 18 mesi nel CPT (ora CEI) finchè non ci dici chi sei, da dove vieni e cosa vuoi poi, che ti piaccia o no, torni a casa.


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