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Morte da cani

Nell’immaginario collettivo per “Vita da cani” s’intende una vita poco dignitosa, piena di stenti e privazioni. Un modo di dire che, presumo, è stato coniato in periodi di forte crisi dove di certo la gente non poteva permettersi di mantenere animali domestici “improduttivi” come i cani e questi, da randagi, vivevano degli scarti altrui.
I cani di adesso, almeno quelli che non vivono nei canili, sono soliti condurre esistenze piuttosto dignitose, ricche di agi e cure. Spesso viziati e coccolati dai padroni, ci fanno, talvolta, riflettere sull’insensatezza del vecchio detto. Io sono piuttosto cinico ma, ciò nonostante, ho sempre avuto un debole per gli animali per i quali ho non poche difficoltà ad esprimere la mia solita, genuina  insensibilità. Non chiedetemi perché ma la disempatia che provo per gli esseri umani, si trasforma puntualmente in empatia per le bestie, per le quali nutro un intenso ma, devo ammetterlo, assolutamente ingiustificato rispetto.
Dato il mio debole per gli animali, non posso certo definirmi attendibile e oggettivo quando affermo che la vita degli animali dovrebbe avere il medesimo valore di quella umana quindi, per quanto scriverò di seguito, fingerò di dare per scontato che la vita umana non ha prezzo mentre quella animale sia “sacrificabile” o, quanto meno, di serie B.
Dopo queste premesse, veniamo al dunque, e analizziamo antropologicamente alcuni comportamenti umani in modo prettamente empirico. Per farlo fingiamo per un attimo di non essere di questo mondo, di essere un alieno in gita scolastica sulla Terra che il prossimo “terradì” deve portare in classe un tema sul genere umano. Prendiamo quindi le nostre convenzioni sociali, le convinzioni religiose, la nostra morale e quant’altro ci renderebbe diversi da un robot umanoide e mettiamolo da parte. Mettete il tutto al sicuro, mi raccomando, per vivere nella nostra società, vi tornerà presto utile.

Ora che siete un freddo e logico scolaro venusiano analizzate i processi emotivi di tre individui, pardon “soggetti”, a caso e le rispettive reazioni emotive ai seguenti avvenimenti:

1) all’umano ALFA viene rubata l’auto;
2) all’umano BETA muore il cane;
3) all’umano GAMMA muore la madre;

L’umano ALFA, 40 anni, sposato, un figlio di 10, si ritrova un mazzo di chiavi in mani ma la sua auto non è più nel cortile, dove l’aveva lasciata la sera prima. È visibilmente contrariato e frustrato, gesticola, cammina in tondo, non si dà pace. In preda al furore lancia via le chiavi. Erano assieme a quelle di casa. A nulla varrano le  due ore di ricerche. Con chi gli offre aiuto si dimostra ostile e polemico. Nel primo pomeriggio la rabbia si trasforma in tristezza e rassegnazione.

L’umano BETA, 38 anni, single, ha un cane di 13 anni che prese, ancora cucciolo, al canile municipale quando era studente universitario con i rasta e l’orecchino al naso. Il cane da 6 mesi non sta molto bene, è inappetente, dimagrisce a vista d’occhio; le tre rampe di scale necessarie a raggiungere l’appartamento del padrone che un anno prima faceva tutto d’un fiato gli sembrano interminabili e, almeno una volta a settimana, se la fa addosso. Insomma sta morendo. Il padrone è visibilmente affranto, vede il cane sofferente e umiliato. L’idea che possa morire gli chiude lo stomaco, resta che, dopo tre mesi a pulire la sua merda e a imboccarlo di omogeneizzati, si decide: lo porta dal veterinario e lo fa sopprimere. Durante il viaggio di andata e ritorno piange ininterrottamente. L’indomani, in ufficio, si sforzerà di non piangere di fronte ai colleghi.

L’umano GAMMA, 67 anni, divorziato, 2 figli, ha una madre molto malata di 90 anni che da 3 non si alza dal letto. È stata colpita da un ictus, non parla e comunica a stento con i gesti, non è autosufficiente in niente. Il figlio ha preso un’infermiera moldava a tempo pieno per assisterla e curarla finché non muore. Come il cane di BETA, la signora soffre molto e continuamente, ogni volta che l’infermiera moldava le cambia il pannolone lei si sente umiliata e ferita nell’orgoglio, una mente lucida in un corpo martoriato dal tempo è per lei una vera prigione. Vorrebbe tanto farla finita ma non è neanche in grado di buttarsi giù dal letto, figuriamoci dalla finestra. L’anziana signora si spegnerà “serenamente” all’età di 97 anni, ne danno il “triste” annuncio il figlio GAMMA e la nuora IRINA.

Lo studente extra-terrestre il “terradì” successivo scriverà un breve tema che, tradotto, si leggerebbe così:

Questo fine settimana sono andato in gita sulla terra, strani animali gli umani: reagiscono agli eventi negativi comportandosi in modo irrazionale e dimostrano più misericordia con altri animali, a loro inferiori, chiamati “cani”, rispetto ai propri antenati che, invece , vengono torturati fino alla morte.

Roba che neanche i marziani…

2 thoughts on “Morte da cani”

  1. Meglio gli animali che gli umani ignoranti, perfidi, cattivi, pedofili, ingordi,,,VERGOGNA!

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