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ONU, UDC & Hatù

Vorrei rispondere all’On. Luca Volontè, Parlamentare UDC che dalle pagine de il Resto del Carlino di martedì ha sferrato un duro attacco a diverse agenzie dell’ONU, suggerendo di interompere i finanziamenti all’Organizzazione intergovernativa. Prima di rispondere, per correttezza, riporto integralmente il testo del deputato varesotto:
ONU, SOLDI BUTTATI TRA SESSO E ABORTO. 

Cosa succede all’Onu? Vale ancora la pena stanziare fondi per talune sue Agenzie? Due casi ci inducono a trarre conseguenze draconiane. In questi giorni, a Berlino, l’Organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa dei fondi per le popolazioni (Unfpa), in collaborazione con il governo tedesco ospita le 400 associazioni internazionali che si occupano dei «diritti riproduttivi», riuniti per discutere le strategie per introdurre nelle legislazioni interne di ogni Paese membro dell’Onu e nei documenti delle Organizzazioni Internazionali «la salute sessuale», incluso l’aborto. La conferenza nasce dall’idea di commemorare l’anniversario della Conferenza del Cairo, che aveva tutt’altro scopo. L’Onu, a cui si mandano milioni di euro per sconfiggere la fame nel mondo ed educare alla crescita civile, sociale ed economica, è impegnata a collaborare con le associazioni pro aborto, Ippf in primis, nella speranza che aumentino i fondi per combattere la natalità nei Paesi in via di sviluppo. Meno figli nascono e meno risorse si dovranno chiedere ai contribuenti occidentali, il peggio della teoria razzista di Malthus*. Una tentazione messa ben in chiaro nella recente Veritas in Caritate di Benedetto XVI: il pericolo di un nuovo ‘colonialismo’ che ogni Stato civile dovrebbe combattere, anche a costo di tagliare i propri fondi verso le organizzazioni Onu. In questi stessi giorni, riporta il New York Times, l’Unesco, in collaborazione con la stessa Unfpa, ha pubblicato due guide a fumetti: per insegnare ai bambini dai 5 agli 8 anni le tecniche di masturbazione e, per i ragazzi dai 9 ai 12 anni, prime nozioni su come abortire e procurarsi l’orgasmo. Per i maggiori di 15 anni, invece, è disponibile una guida ‘legale’ al diritto all’aborto. La chiamano educazione sessuale comprensiva, per rendere accessibile l’aborto a tutti i giovani del mondo e renderli sessualmente attivi, la più banale evocazione degli scritti di Marx ed Engels.O l’Onu torna a promuovere i diritti umani e dei fanciulli, oppure è meglio tagliare i fondi a talune Agenzie ormai ridotte a Minculpop della corruzione dei fanciulli e Agitprop dell’aborto.


Ill.mo On. Volontè, io, come lei (ma prima di lei) non sono esattamente un ammiratore dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, l’ho sempre considerata alla stregua di un carrozzone all’italiana applicato su scala globale; una struttura capace principalmente di sperperare i fondi generosamente elargiti dagli stati membri, soprattutto quelli industrializzati come l’Italia. Il numero di agenzie interne è spropositato e, come per ogni carrozzone che si rispetti, è amministrato da politici silurati o trombati messi lì in attesa della pensione. Fatto sta che dopo aver letto il suo commento sulle pagine del quotidiano bolognese, la mia antipatia per l’ONU ha registrato una leggera flessione. A farle storcere il naso, mi sembra di capire, è il fatto che le Nazioni Unite stiano direttamente o indirettamente promuovendo nuove e diverse politiche sociali e demografiche che pare non ricalchino esattamente quelle di matrice cattolica (andate e moltiplicatevi). L’Africa, converrà con me, è una bella gatta da pelare e forse siamo anche d’accordo sul fatto che quanto è stato fatto fino ad oggi per il continente nero ha portato risultati quantomeno deludenti. Personalmente ritengo che l’idea di insegnare ai giovani africani cos’è un preservativo e come si usa, come masturbarsi, cos’è l’aborto e quali sono le conseguenze di una gravidanza non pianificata è essenzialmente educazione sessuale; la stessa educazione sessuale della quale il sottoscritto ha potuto godere durante l’ultimo anno delle scuole medie (Salesiani). La storia che toccandosi si diventa ciechi, si deve rassegnare, non ha mai funziononato molto come deterrente, soprattutto in Africa. Inoltre, istruendo la popolazione africana daremo modo al libero arbitrio (una volta tanto caro al cristianesimo, oggi anticamera dell’eresia relativista) di consentire o impedire la nascita di un bambino povero e sieropositivo che avrà TANTO bisogno di cibo e costose medicine in modo da poter crescere a sufficienza per poter generare altri bambini, altrettanto poveri e seriopositivi, sfamati, come al solito, dal senso di colpa occidentale che non si decide a mettere in soffitta lo scheletro colonialista che ha nell’armadio.
Detto questo mi pongo una domanda: ai cristiani (i dirigenti s’intende) sta realmente a cuore l’Africa?
Se sì per quale motivo?
Spremendomi le meningi sono giunto a questa conclusione, magari è un po’ azzardata, magari è anche errata ma, le assicuro, intellettualmente onesta:

La Chiesa non sa cosa farsene di tutti questi cristiani fai da te che credono in Dio ma non nella Chiesa, che non vanno a Messa la domenica, che fanno sesso prima del matrimonio, che usano il preservativo e che si dimenticano di dare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica. Per essa sono inutili, un sottoprodotto dello sviluppo sociale, economico e culturale che annebbia le coscienze, ecc. Ecco quindi che l’Africa, terra dimenticata da Dio, funge oggi da serbatoio di riserva per potenziali nuovi credenti; e se prima il continente africano era la scacchiera delle superpotenze colonialiste, oggi è la scacchiera delle superpotenze confessionali (Islam e Cristianesimo) che, grazie all’arretratezza culturale e alla miseria dei  suoi popoli, rappresenta un importantissimo e strategico bacino demografico, troppo appetitoso per lasciarselo strappare via dal buon senso e dalla logica. Perché lo scopo non è mai stato quello di salvare delle vite innocenti, bensì quello di salvare delle anime.

Non importa se sei vivo o morto, l’importante è che tu sia cristiano.

Volontè, la prego di trovare il tempo di rispondermi, pubblicherò integralmente ogni suo commento o osservazione.

* Le teorie di Malthus sono senz’altro discutibili ma cosa c’entra il razzismo?

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