turchia

Prove tecniche di islamizzazione

Mentre il popolo del Carroccio si muove verso Venezia, gli elettori turchi sono chiamati a esprimersi sulla riforma costituzionale proposta dal Governo Erdogan. Il nuovo testo ha la pretesa di ritoccare la costituzione del 1982, definita dalle gerarchie militari dopo il Golpe del 1980.
Atatürk, generale turco e padre della Repubblica conosceva bene i suoi polli (vedere il post “Inversione di Marcia“), sapeva che tutte le riforme di stampo laico e progressista attuate dal suo esecutivo e da quelli successivi sarebbero sempre state a rischio, così, dopo aver eliminato il califfato, decise che la laicità dello stato avrebbe dovuto essere tutelata dall’esercito stesso, anche a costo di usare la forza. Così è stato per ben tre volte, l’ultima, appunto, quella del golpe militare del 1980, costato la vita a molti turchi. Dopo il golpe il testo costituzionale fu emendato dal governo tecnico-militare conferendo all’esercito, formalmente estraneo alle decisioni politiche, una forte influenza sui governi in carica. Un’ingerenza tale è assolutamente impensabile in qualsiasi paese occidentale ma, come Atatürk sapeva bene, la Turchia, in quanto paese islamico, non può farne assolutamente a meno. 
Di solito gli esponenti politici islamisti sono degli zoticoni privi di lungimiranza e strategia politica ma Erdogan, bisogna ammetterlo, rappresenta quel salto di qualità che l’islamismo necessita per andare al potere e restarci a tempo indeterminato senza fastidiosi diktat e vincoli laico-militari. L’attuale Primo Ministro si presenta infatti come “moderato” e proprio in chiave moderata sta convincendo il popolo turco a votare la nuova Costituzione che, almeno sulla carta, garantisce maggiori diritti ai cittadini ma che in realtà vuole indebolire gli arbitri della laicità (i generali). La riforma consentira inoltre al paese di entrare in Europa e, tempo 5-10 anni, essere la nazione ecomicamente e politicamente più influente (i seggi del Parlamento europeo vengono assegnati in base alla popolazione e la Turchia, con i suoi 100 milioni di abitanti diverrebbe la nazione più popolosa/rappresentata d’Europa). I sondaggi danno per certa l’approvazione degli emendamendamenti costituzionali, in questo modo l’islamizzazione del vecchio continente agirà da un nuovo fronte, quello istituzionale. Paradossalmente con il Referendum di oggi si decide la sorte dell’intera Europa.

4 thoughts on “Prove tecniche di islamizzazione”

  1. Sono ormai 1400 anni che quelli ci vogliono schiavi o morti. Non si capisce in base a quale balordo ragionamento molti occidentali sostengono la opportunità di prenderceli in casa e allevarli … 😉

  2. Penso a un’osservazione letta in un libro di Oriana Fallaci, sul rischio dell’apertura alla religione islamica: la guerra non si fa con le armi, ma nelle culle! Loro di figli ne fanno, noi no!

  3. siamo certi e sicuri,,la nostra Lepanto è fallita……..i figli dei mushlims ,sempre piu prolifici,ci dhimmerizzeranno o ci taglieranno la gola?
    fritz

  4. A meno di casi isolati stimo che, nel complesso, l’effetto dell’islamizzazione (inteso come maggior peso politico dei paesi islamici e maggiore diffusione puntuale di islamici in nazioni non loro natie) non sarà, in ultima istanza, guidato da ideali. Non credo che vi saranno milioni di gole tagliate perchè “Dio lo vuole”; semmai vi potranno essere milioni di gole tagliate perchè qualcuno vede in ciò degli interessi economici o politici. In quest’ottica l’islamizzazione si riconduce ad essere un normale processo di “evoluzione” di un gruppo sociale coeso all’interno di gruppi culturalmente differenti. Del resto la nostra stessa storia ci mostra che abbiamo (e, mia congettura, abbiamo ancora in atto) fatto lo stesso con gli indios, con gli indiani, con gli africani e, all’interno delle nostre mura, per l’egemonia in europa. La stessa divulgazione del Cristianesimo fu una cristianizzazione sul filo di spada e se raramente fu condotta per motivi ideologici, sempre fu venduta come tale.

    Riassumendo, se anche l’arma (il nome di Dio) è diverso, l’intenzione di chi la brandisce è sempre la stessa. La stessa che ha mosso il mondo (anche il nostro) fino ad ora.
    Roberto

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