Radical leghista

Lo so, sembra un controsenso, un aggettivo coniato alla c…o, ma non lo è, fatemi spiegare…
Nello sterminato mappamondo della politica non è facile trovare una collocazione ben definita, ognuno ha la sua testa, si sa, ma ovviamente non è che possiamo fare un partito per ogni persona, specie con lo sbarramento al 5%. 😛 Raggrupparsi diventa d’obbligo, ma non bisogna esagerare o fai la fine di AN. Non vi pare?
Il mio partito è la Lega Nord e, salvo grandi e profonde delusioni, prevedo che lo sarà per sempre.
Come l’ho scelto?
Beh, è stato piuttosto semplice, ho confrontato le posizioni politiche dei vari partiti e movimenti su vari tematiche con le mie idee e quello che le ricalcava maggiormente ha vinto il mio voto e, dato che in politica mi sbatto, anche il mio tempo.
La Lega, nella spietata competizione per accaparrarsi la mia croce sulla scheda, batte gli altri partiti di diverse lunghezze, tanto da lasciare pochissime chance a i contendenti.
È però doveroso precisare che la Lega Nord non ricalca in toto il mio pensiero, altrimenti mi chiamerei Umberto Bossi e non Umberto Bosco. Comunque sia le differenze, come per i nostri nomi, non sono molte…
Ma bando alle ciance e veniamo al dunque: cosa intendo per “radical leghista”?
Qualcuno sarebbe portato a pensare che significhi “un po’ leghista e un po’ radicale”, qualcun’alcun penserebbe, invece, ad un leghista radicale (nel senso di estremo).
Paradossalmente le opzioni sono entrambe corrette.
Sono un po’ radicale (sì, quelli di Pannella e Bonino), forse un residuo del mio periodo “Peace & Love” adolescenziale o forse no. Comunque sia, a differenza della maggior parte degli elettori e dei militanti leghisti sono assolutamente favorevole ad aborto ed eutanasia oltre a volere un stato il più laico possibile, detestando l’ingerenza del clero nella politica.
Con queste premesse vi chiederete cosa c’è di leghista in me, ed eccovi la risposta.
Sono leghista perchè:
  • voglio fortemente la secessione del Nord e, se proprio non la posso avere, almeno il federalismo vero (i primi passi sembrano fatti almeno);
  • voglio meno immigrazione possibile, specie se proveniente da Africa ed Asia;
  • ritengo che le culture e le religioni africane e asiatiche, soprattutto l’Islam, siano una grossa minaccia per l’Europa e l’Occidente in genere;
  • ritengo che una società multiculturale sia molto più retrograda rispetto ad una monoculturale;
  • ritengo che il populismo sia patrimonio di tutte le forze politiche ma che il pragmatismo sia patrimonio di pochi (noi);
  • ritengo che finchè non capiremo chi siamo e a rispettare noi stessi nessuno ci darà il rispetto che meritiamo;
  • credo che il buonismo, sia esso di matrice cattolica o comunista sia controproducente;
  • credo che sia meglio un po’ di egoismo e intolleranza prima che i campi di sterminio dopo;
  • credo che la democrazia abbia i suoi limiti e che per funzionare bene debba operare ai limiti;
  • credo che abbiamo toccato l’apice e che il fondo ci stia aspettando, quindi è meglio aprire il paracadute, costi quello che costi;
  • credo in un Europa dei popoli e non burocrati e delle lobbie;
  • credo che PD e PDL siano solo altri acromini per dire Democrazia Cristiana;
  • credo che il Comunismo sia come una religione ma potenzialmente più dannoso.
  • credo cha Maroni non si chiami così a caso;
Ecco fatto.
Ammesso che ve ne freghi qualcosa, questo è quello che sono.

2 thoughts on “Radical leghista”

  1. Ciao Umberto, che piacere leggerti e vedere che hai pure te un blog (il mio lo trovi nel link contestuale al nome)!
    Mi piace anche la definizione che dai di te stesso, e permettimi di dire che, conoscendo un po’ di leghisti, ti assicuro che certe tue posizioni c.d. “radicali”, per esempio sulla laicità, non sono assolutamente marginali: anzi!

    Ti linko al mio blog. 😉

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