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Una risata vi dilanierà

Martedì notte la sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo è stata parzialmente distrutta da una bomba incendiaria. Il gesto che ancora non ha avuto una rivendicazione ufficiale pare essere in relazione con la recente pubblicazione, da parte della testata, di un edizione particolarmente irriverente con la quale si “celebrava” ironicamente la vittoria elettorale di Ennhadha, il partito islamico tunisino. Chi non dovesse conoscere Charlie Hedbo, rivista nota per la sua ironica e pungente irriverenza, prenda a esempio il settimanale toscano “il Vernacoliere” fatta eccezione che il giornale d’oltralpe è un po’ meno volgare e un po’ più serio. Insomma un giornale satirico che fa tanto ridere ma anche riflettere.
Certo è, che a riflettere non sono tutti capaci, ed è proprio il caso dei musulmani, storicamente ostinati a volersi  prendere troppo sul serio. Ed ecco che, nell’Europa del terzo millenio, dopo illuminismo, rivoluzione industriale, moti proletari, guerre mondiali e sessant’otto, oggi è sufficiente raffigurare Maometto per beccarsi una fatwa e il relativo attentato. 
Come avviene da qualche anno a questa parte, a seguito di questi eventi, le organizzazioni islamiche che si autodefiniscono “moderate” prendono le distanze e si dissociano dal gesto violento senza però dimenticarsi di apostrofare gli apostati “provocatori”, cioè chi, in applicazione delle libertà e dei diritti loro garantiti dalla Costituzione, si è permesso di ironizzare sul profeta Maometto. Il Presidente del Consiglio francese per il culto musulmano, Mohammed Moussaoui ha, infatti, fermamente condannato l’attentato affermando che Con la violenza e il vandalismo estremo non si ottiene nulla“. È però opportuno ricordare che lo stesso Consiglio francese del culto musulmano, nel 2006, chiese a gran voce il ritiro di tutte le copie dello stesso settimanale, il quale, coraggiosamente, “osò ripubblicare” le celeberrime e contestatissime vignette satiriche contro maometto uscite sul giornale danese Jylands-Posten
In sostanza si possono identificare due islam: uno cosiddetto “estremista” che appena lo prendi in giro ti attacca in modo violento e uno “moderato” che, invece, vuole reprimere la tue libertà di parola e di stampa mediante azioni politico-istituzionali. Secondo i canoni islamici, infatti, nessun diritto umano o libertà costituzionale potrà mai essere eticamente e giuridicamente più importante della reputazione di Allah, Maometto e dei Mullah di turno.

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